Capitolo 13
subito] O è esso veramente vero che i fiori ritornano con ogni
primavera, ma la felicità perduta non ritorna mai? Oh, è? Bene, vada
poi, vada!
IVANOFF. Preghi per me, Annie! [Lui va; poi si ferma e pensa per
un momento] No, io non posso farlo. [IVANOFF va fuori.]
ANNA. Sì, vada, vada--[si Siede alla tavola.]
LVOFF. [Camminando su ed in giù] Faccia questa una regola, Signora: appena
il sole va in giù Lei deve andare dentro e non deve uscire di nuovo
fino a mattina. L'aria di sera di umidità è cattiva per Lei.
ANNA. Sì, signore!
LVOFF. Da cosa vuole dire "Sì, signore?" Io sto parlando seriamente.
ANNA. Ma io non voglio essere serio. [Lei tossisce.]
LVOFF. Là ora, Lei vede, Lei già sta tossendo.
SHABELSKI esce della casa nel suo cappello e cappotto.
SHABELSKI. Dove è Nicholas? La carrozza è ancora qui? [Va
rapidamente ad ANNA e baci la sua mano] Buono-notte, il mio caro!
[Fa una faccia e parla con un accento ebreo] Io imploro il Suo bardon!
[Lui va rapidamente fuori.]
LVOFF. Idiota!
Una pausa; i suoni di un piccola fisarmonica sono sentiti nella distanza.
ANNA. Oh, come solitario è! Il vetturino ed il cuoco stanno avendo
una piccola palla in là da solo, ed io--io sono, come sia,
abbandonato. Perché è ambulante circa, Dottore? Venga e si sieda
qui.
LVOFF. Io non posso sedermi.
[Una pausa.]
ANNA. Loro stanno giocando "Il Passero" nella cucina. [Lei canta]
"Passero, Passero dove è?
Sulla montagna che beve rugiada."
[Una pausa] Suo padre e madre vivere sono, Dottore?
LVOFF. Mia madre sta vivendo; mio padre è morto.
ANNA. Fallisce moltissimo Sua madre?
LVOFF. Io sono troppo occupato per fallire alcuno uno.
ANNA. [Ridendo] I fiori ritornano con ogni primavera, ma perduto
la felicità non ritorna mai. Mi chiedo chi mi insegnò quello? Io lo penso
era Nicholas stesso. [Ascolta] Il gufo sta stridendo di nuovo.
LVOFF. Bene, gli permetta di stridere.
ANNA. Io ho cominciato a pensare, Dottore quel fato mi ha ingannato.
Altre persone che, forse, è nessuno migliore che io sono è felice e