Capitolo 29
bruci per nulla così lungo come loro sono tutti nel giardino. [Lei
colpi fuori le candele.]
LEBEDIEFF. [Seguendola] Noi dovremmo dare i nostri ospiti realmente
qualche cosa per mangiare, Zuzu!
ZINAIDA. Che folle di candele; nessuno si chieda noi siamo pensati ricchi.
LEBEDIEFF. [Ancora seguendola] Permetta loro di avere qualche cosa a
mangi, Zuzu; loro sono giovani ed ora devono avere fame da, povero
cose--Zuzu!
ZINAIDA. Il Conto non finì il suo tè, e tutto quello zucchero ha
stato sprecato. [Supera fuori la porta sulla sinistra.]
LEBEDIEFF. Bah! [Va fuori nel giardino.]
Digiti IVANOFF e SASHA attraverso la porta sulla destra.
IVANOFF. Questo è come è, Sasha: Io lavoravo sodo e pensavo
sodo, e mai il pneumatico; io né ora faccio, qualsiasi cosa né penso
qualsiasi cosa, ed io sono stanco, corpo ed anima. Io sento io sono terribilmente
biasimi, la mia coscienza mi lascia nessun giorno di pace o notte, ed ancora io
non può vedere chiaramente precisamente quello che sono i miei errori. Ed ora viene mio
la malattia di moglie, la nostra povertà, questo sparlare di eterno, pettegolando,
chiacchierando, quel Borkin sciocco--la Mia casa è divenuta insopportabile
a me, e vivere c'è peggiore della tortura. Francamente, Sasha,
la presenza di mia moglie che mi ama è divenuta insopportabile. Lei
è un vecchio amico, piccolo Sasha Lei non sarà adirato con me
per parlare così apertamente. Io venni a Lei per essere consolato, ma io sono
annoiato qui anche, qualche cosa mi esorta di nuovo casa. Mi perdoni, io
scivolerà via subito.
SASHA. Io posso capire il Suo guaio, Nicholas. Lei è infelice
perché Lei è solitario. Lei ha bisogno di alcuno uno al Suo lato che Lei
può amare, qualcuno che La capisce.
IVANOFF. Quello che un'idea, Sasha! Immagini un vecchio tasso crostoso piaccia
io che avvio un affare di amore! Cielo mi preserva da così
sfortuna! No, il mio piccolo saggio, questo non è un caso per romanzo.
Il fatto è, io posso sopportare tutti io devo soffrire: tristezza, malattia