Capitolo 22
ancora. Io ne mi sono mosso profondamente. Helena potrebbe girare la mia testa in un
giorno se lei volesse, ma quello non è amore che non è
affezione--
[Lui rabbrividisce e copre la sua faccia con le sue mani.]
SONIA. Cosa è?
ASTROFF. Nulla. Durante Quaresima uno dei miei pazienti morì sotto
cloroformio.
SONIA. È ora per dimenticare quello. [Una pausa] Mi dica, dottore se io
aveva un amico o una più giovane sorella, e se Lei sapesse che lei,
bene--L'amò, cosa farebbe?
ASTROFF. [Shrugging le sue spalle] Io non so. Io non penso io
dovrebbe fare qualsiasi cosa. Io dovrei farla capire che io non potevo
ritorni il suo amore--comunque, la mia mente non è infastidita circa quelli
cose ora. Io subito devo cominciare se io mai devo ottenere via.
Ciao, la mia cara ragazza. A questa percentuale noi staremo in piedi qui parlando
coltivi mattina. [Lui le stringe la mano] Io andrò fuori attraverso
la seduta-stanza, perché io ho paura è probabile che Suo zio mi detenga.
[Lui va fuori.]
SONIA. [Da solo] Non una parola! Il suo cuore ed anima ancora sono chiuse a chiave
da me, ed ancora per della ragione io sono stranamente felice. Io mi chiedo
perché? [Lei ride con piacere] Io gli dissi che lui era beneducato
e bello e che la sua voce era dolce. Quell'era un errore? IO
ancora può sentire la sua voce che vibra nell'aria; mi carezza.
[La torsione le sue mani] Oh! come terribile deve essere semplice! Io sono
piano, io lo so. Come io uscii di chiesa la domenica scorsa io udii per caso
dice una donna, "Lei è una cara, nobile ragazza, ma che peccato lei è
così brutto!" Così brutto!
HELENA entra e getta aperto la finestra.
HELENA. Il temporale è finito. Che aria deliziosa! [Una pausa] Dove è
il dottore?
SONIA. Lui è andato. [Una pausa.]
HELENA. Sonia!
SONIA. Sì?
HELENA. Quanto più lungo sarà di cattivo umore a me? Noi non abbiamo
faccia male l'un l'altro. Perché amici non sono? Noi abbiamo avuto abbastanza di questo.
SONIA. Io io--[Lei abbraccia HELENA] Ci permetta di fare la pace.