Anton Pavlovich Chekhov

Zio Vanya

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 23


HELENA. Con tutto il mio cuore. [Loro sono ambo si mossi.]

SONIA. Papà è andato a letto?

HELENA. No, lui sta sedendo su nella disegno-stanza. Cielo sa
che ragione che Lei ed io avevamo per non parola all'un l'altro per
settimane. [Vede la credenza aperta]  Chi lasciò la credenza aprire?

SONIA. Il Dott. Astroff ha avuto appena cena.

HELENA. C'è del vino. Ci permetta di sigillare la nostra amicizia.

SONIA. Sì, ci faccia.

HELENA. Fuori di un vetro. [Lei riempe un vino-vetro]  Quindi, noi siamo
amici, siamo?

SONIA. Sì. [Loro bevono e baciano l'un l'altro]  Io ho voluto da molto
fare amicizia, ma in qualche modo, io avevo vergogna a. [Lei piange.]

HELENA. Perché è piangente?

SONIA. Io non so. Non è nulla.

HELENA. Là, là, non pianga. [Lei piange]  Sciocco! Ora io sono
anche piangendo. [Una pausa]  Lei è adirato con me perché io sembro
si è sposato Suo padre per i suoi soldi, ma non crede il
pettegoli Lei sente. Io giuro a Lei io me lo sposai per
 con amore. Io fui affascinato dalla sua fama ed imparando. Io ora so quello
non era il vero amore, ma sembrò vero alla durata. Io sono
innocente, ed ancora i Suoi occhi intelligenti, diffidenti sono stati
castigandomi sin da allora per un crimine immaginario il mio matrimonio.

SONIA. La pace, pace! Ci permetta di dimenticare il passato.

HELENA. Lei non deve guardare così a persone. Non sta divenendo
Lei. Lei deve avere fiducia in persone, o la vita diviene impossibile.

SONIA. Veramente mi dica, come un amico è felice?

HELENA. Veramente, no.

SONIA. Io lo seppi. Una più domanda:  Lei augura Suo marito
era giovane?

HELENA. Cosa un bambino che Lei è! Chiaramente io faccio.  Segua, chieda
qualche cosa altro.

SONIA. Piace il dottore?

HELENA. Sì, moltissimo davvero.

SONIA. [Ridendo] io ho una faccia stupida, non abbia io? Lui ha solo
andato fuori, e la sua voce è ancora nei miei orecchi;  Io sento il suo passo;  IO
veda la sua faccia nella finestra scura. Mi permetta di dire tutti io ho in mio
cuore! Ma no, io non ne posso parlare così rumorosamente. Io ho vergogna. Venga
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