Capitolo 25
HELENA. È lungo siccome io ho sentito musica. Ed ora, io siederò
e gioca, e piange come un sciocco. [Parlando chiaro della finestra] È
che Lei sbattendo fuori là, Ephim?
VOCE DI IL SORVEGLIANTE. È io.
HELENA. Non faccia tale rumore. Suo padrone è malato.
VOCE DI IL SORVEGLIANTE. Io sto andando via questo minuto. [Fischia un
motivo.]
SONIA. [Ritorna] Lui dice, no.
La tenda precipita.
ATTO III
La disegno-stanza della casa di SEREBRAKOFF. Ci sono tre porte:
un'alla destra, un'alla sinistra, ed uno nel centre del
stanza. VOITSKI e SONIA stanno sedendosi. HELENA sta camminando su
ed in giù, assorbito in pensiero.
VOITSKI. A noi si chiesero dal professore di essere qui a quella
. [Guarda al suo orologio] Ora è un trimestre ad uno. Esso
sembra lui ha della comunicazione per fare al mondo.
HELENA. Probabilmente una questione di affari.
VOITSKI. Lui non aveva mai alcun affari. Lui scrive ciarla, borbotta,
e va il suo cuore con gelosia al ristorante; quello è tutto che lui fa.
SONIA. [In tono di rimprovero] lo Zio!
VOITSKI. Ogni destra. Io imploro il Suo perdono. [Lui aguzza a HELENA] Occhiata
a lei. Vagando su ed in giù dall'ozio puro e semplice. Un dolce
dipinga, realmente.
HELENA. Io mi chiedo Lei non è annoiato, mentre ronzando su nella stessa chiave
da mattina fino a notte. [Disperatamente] io sto morendo di questo
noia. Cosa farò?
SONIA. [Shrugging le sue spalle] C'è l'abbondanza da fare se Lei
.
HELENA. Per esempio?
SONIA. Lei potrebbe aiutare corso questo luogo, insegni i bambini, cura
per l'ammalato--non è quell'abbastanza? Prima Lei e papà veniste, Zio
Vanya ed io andavamo ad introdurrci sul mercato per dare nella farina.
HELENA. Io non conosco qualsiasi cosa tali cose, ed inoltre,
loro non mi interessano. È solamente in romanzi fuori i quali donne vanno
ed insegna e guarisce i contadini; come io comincio improvvisamente a fare
esso?
SONIA. Come può vivere qui e non può farlo? Aspetti un poco, Lei vuole
è usato a lui tutti. [L'abbraccia] Non sia triste, prediletto.