Capitolo 26
[Ridendo] Lei si sente misero e senza riposo, e non può sembrare andare bene
in questa vita, e la Sua inquietudine sta prendendo. Guardi a Zio
Vanya, lui ora non fa niente ma bazzica Le piace un'ombra, ed io
ha lasciato il mio giorno feriale per venire qui e parlare con Lei. Io sono
diventando pigro, e non vuole seguire con lui. Il Dott. Astroff appena
mai venga qui; era tutto noi potremmo fare persuaderlo a
ci visiti una volta per mese, ed ora lui ha abbandonato la sua selvicoltura e
la sua pratica, e viene ogni giorno. Lei deve essere una strega.
VOITSKI. Perché dovrebbe languire qui? Venga, mio prediletto, mio
bellezza, sia assennato! Il sangue di un Nixey funziona nelle Sue vene. Oh,
non si farà un anno abbia? Dia alla Sua natura le redini per
una volta in vita Sua; testa di caduta su orecchi in amore con dell'altro
innaffi folletto ed immerga in giù testa in una piscina profonda prima, così che
il Professore di Herr e tutti di noi possono avere le nostre mani liberare di nuovo.
HELENA. [Adiratamente] mi Lasci in pace! Come crudele è Lei! [Lei tenta
andare fuori.]
VOITSKI. [Impedendole] Là, là, la mia bellezza, io mi scuso.
[Lui bacia la sua mano] Mi perdoni.
HELENA. Confessi che Lei proverebbe la pazienza di un angelo.
VOITSKI. Come una pace che offre io sto andando a recuperare dei fiori
quale io scelsi per Lei questa mattina: dell'autunno colora di rosa,
belle, addolorate rose. [Lui va fuori.]
SONIA. Autunno colora di rosa, le belle, addolorate rose!
[Lei e HELENA stanno in piedi, mentre guardando fuori della finestra.]
HELENA. Settembre già! Come noi viviamo attraverso il lunghi
inverno qui? [Una pausa] Dove è il dottore?
SONIA. Lui sta scrivendo nella stanza di Zio Vanya. Io sono Zio Vanya contento
è andato fuori, io voglio parlargli di qualche cosa.
HELENA. Circa quello che?
SONIA. Circa quello che?
[Lei posa la sua testa sul seno di HELENA.]
HELENA. [Lisciando i suoi capelli] Là, là, quella volontà. Non faccia,
Sonia.
SONIA. Io sono brutto!
HELENA. Lei ha i belli capelli.