Capitolo 27
SONIA. Non dica quello! [Lei gira guardare a lei nel
vetro] No, quando una donna è brutta loro dicono sempre lei ha bella
capelli od occhi. Io ora l'amo da sei anni, io ho amato
lui più che uno ama la madre di uno. Io sembro sentirlo accanto a
io ogni momento del giorno. Io sento la pressione della sua mano su
il mio. Se io guardo su, io sembro vederlo venendo, e come Lei veda, io
corra a Lei per parlare di lui. Lui ora è qui ogni giorno, ma lui mai
occhiate a me, lui non osserva la mia presenza. È l'agonia. Io ho
completamente nessuna speranza, no, nessuna speranza. Oh, il mio Dio! Mi dia forza a
sopporti. Io pregai ogni ultima notte. Io spesso vado su da lui e parlo
a lui e guarda nei suoi occhi. Il mio orgoglio è andato. Io non sono
padrona di me. Ieri io dissi a Zio Vanya che io non potevo
si controlli, e tutti i servitori lo sappiano. Ogni sa
che io l'amo.
HELENA. Fa?
SONIA. No, lui non mi osserva mai.
HELENA. [Pensierosamente] Lui è un uomo strano. Ascolti, Sonia, volontà
mi permette parlargli? Io sarò accurato, solamente suggerimento. [Un
pausa] Realmente, essere in incertezza tutti questi anni! Mi permetta di fare
esso!
SONIA accenna col capo un'affermativa.
HELENA. Splendido! Sarà facile scoprire se lui ama
Lei o non. Non abbia vergogna, bella, non preoccupi. Io sarò
accurato; lui non osserverà una cosa. Noi vogliamo scoprire solamente
se esso sì è o no, non faccia noi? [Una pausa] E se è nessuno,
poi lui deve tenere via da qui, è quello così?
SONIA accenna col capo.
HELENA. Sarà più facile non vederlo alcuno più. Noi non metteremo
via l'esame un istante. Lui disse lui aveva un schizzo per mostrare
io. Vada e subito gli dica che io voglio vederlo.
SONIA. [Nel grande eccitamento] Mi dirà la verità intera?
HELENA. Chiaramente io voglio. Io sono sicuro che nessuna questione quello che è, esso
sarà più facile per Lei per nascere che questa incertezza. Abbia fiducia a
io, prediletto.
SONIA. Sì, sì. Dirò io che Lei vuole vedere il suo schizzo.