Capitolo 3
Io lavoravo insieme e mai avuto un momento inattivo, ma ora
Sonia lavora da solo ed io mangio solamente e bevo e sonno. Qualche cosa
è sbagliato.
PORTICCIOLO. [Scuotendo la sua testa] Tale confusione nella casa! Il
Professore si sveglia alle dodici, il samovar è continuato a bollire tutti il
mattina, e tutto deve aspettarlo. Prima che loro vennero noi
abbia cena a quella, come ognuno altro, ma ora
noi l'abbiamo alle sette. Il Professore siede su ogni scrittura serale e
leggendo, ed improvvisamente, alle due, là va la campana!
Cieli, quello che è quello? Il Professore vuole un po' di tè! Svegli il
servitori, accenda il samovar! Dio, che disturbo!
ASTROFF. Saranno qui lungo?
VOITSKI. Cento anni! Il Professore ha deciso di fare il suo
casa qui.
PORTICCIOLO. Ora guardi a questo! Il samovar è stato sulla tavola per
due ore, e loro sono tutti fuori camminando!
VOITSKI. Ogni destra, non è eccitato; qui loro vengono.
Voci che si avvicinano sono sentite. SEREBRAKOFF, HELENA, SONIA e
TELEGIN entra dalle profondità del giardino, mentre ritornando da
la loro passeggiata.
SEREBRAKOFF. Superbo! Superbo! Che belle viste!
TELEGIN. Loro sono meravigliosi, Sua eccellenza.
SONIA. A-domani che noi andremo nei boschi, noi, papà?
VOITSKI. Signore e gentiluomini, tè è pronto.
SEREBRAKOFF. Non La voglia per favore sia buono abbastanza per spedire il mio tè in
la biblioteca? Io ancora ho del lavoro per finire.
SONIA. Io sono sicuro Lei amerà i boschi.
HELENA, SEREBRAKOFF, e SONIA vanno nella casa. TELEGIN siede
in giù alla tavola accanto a Porticciolo.
VOITSKI. Là va il nostro studioso dotto in un giorno caldo, afoso come
questo, nel suo soprabito e goloshes e portando un ombrello!
ASTROFF. Lui sta tentando di prendersi la buon cura della sua salute.
VOITSKI. Come bello è lei! Come bello! Io non ho mai in vita mia
visto una più bella donna.
TELEGIN. Lei sa, Marina che come io cammino nei campi o in
il giardino ombroso, come io guardo a questa tavola qui, i miei mare lungo di cuore