Capitolo 43
e lo sopporterà finché la mia vita finisce. Lei
deve sopportare il Suo, anche. [Una pausa] Lo rinunci! Caro, caro Zio
Vanya. Lo rinunci! [Lei piange] Lei è così buono, io sono sicuro Lei
abbia la pietà su noi e lo rinunci. Lei deve sopportare il Suo dolore,
Zio Vanya; Lei deve sopportarlo.
VOITSKI prende una bottiglia dal cassetto della tavola e mani esso
ad ASTROFF.
VOITSKI. Là è! [A SONIA] Ed ora, noi dobbiamo trovare lavorare a
una volta; noi dobbiamo fare qualche cosa, altrimenti io non sarò capace sopportare
esso.
SONIA. Sì, sì, lavorare! Appena noi li abbiamo visti via noi
andrà a lavorare. [Lei drizza nervosamente fuori le carte su
la tavola] Tutto è in una confusione!
ASTROFF. [Mettendo la bottiglia nel suo caso che lui prende a cinghiate
insieme] Ora io posso essere di permesso.
HELENA entra.
HELENA. È qui, Ivan? Noi stiamo cominciando in un momento. Vada a
Alessandro, lui vuole parlargli.
SONIA. Vada, Zio Vanya. [Lei prende VOITSKI 'S arma] Venga, Lei e
papà deve fare la pace; quello è assolutamente necessario.
SONIA e VOITSKI vanno fuori.
HELENA. Io sto andando via. [Lei dà ad ASTROFF la sua mano] Ciao.
ASTROFF. Così presto?
HELENA. La carrozza sta aspettando.
ASTROFF. Ciao.
HELENA. Lei mi promise Lei si andrebbe via a-giorno.
ASTROFF. Io non ho dimenticato. Io subito sto andando. [Una pausa] Era
spaventò? Era così terribile?
HELENA. Sì.
ASTROFF. Non poteva stare? Non La poteva? A-domani--nel
foresta--
HELENA. No È tutto stabiliti, ed ecco perché io posso guardarLa così
coraggiosamente nella faccia. La nostra partenza è riparata. Una cosa alla quale io devo chiedere
di Lei: non pensi troppo male a me; Mi dovrebbe piacere Lei rispettare
io.
ASTROFF. Ah! [Con un gesto impaziente] Stia, io L'imploro!
Confessi che non c'è niente per Lei per fare in questo mondo. Lei
non abbia oggetto nella vita; non c'è niente da occupare Suo
attenzione, e prima o poi i Suoi sentimenti devono dominarLa. Esso
è inevitabile. Sarebbe migliore se non accadesse in Kharkoff