Anton Pavlovich Chekhov

Zio Vanya

Anton Pavlovich Chekhov

Capitolo 46


ASTROFF. Perché non va vederli via?

VOITSKI. Permetta loro di andare! Io--io non posso andare fuori là. Io mi sento troppo triste. IO
deve andare a subito lavorare su qualche cosa. Lavorare! Lavorare!

Lui fruga attraverso le sue carte sulla tavola. Una pausa. Il
tintinnando di campane è sentito come i cavalli va al trotto via.

ASTROFF. Loro sono andati! Il professore, io suppongo, è contento per andare.
Lui ora non poteva essere tentato posteriore da una fortuna.

Porticciolo entra.

PORTICCIOLO. Loro sono andati. [Lei si siede su una braccio-sedia e lavora a maglia
la sua calza.]

SONIA entra asciugando i suoi occhi.

SONIA. Loro sono andati. Dio è con loro. [A suo zio]  Ed ora,
Zio Vanya, ci permetta di fare qualche cosa!

VOITSKI. Lavorare! Lavorare!

SONIA. È lungo, lungo, siccome Lei ed io siamo seduti insieme a
questa tavola. [Lei accende una lampada sulla tavola]  Niente inchiostro! [Lei prende
l'inkstand all'armadio a muro e riempimenti esso da un'inchiostro-bottiglia]  Come
triste è vederli andare!

MME. VOITSKAYA entra lentamente.

MME. VOITSKAYA. Loro sono andati.

Lei si siede e subito è assorbita nel suo libro. SONIA
si siede alla tavola e guarda attraverso un registro contabile.

SONIA. Prima, Zio Vanya, ci permetta di scrivere sui conti. Loro sono
in un stato terribile. Venga, cominci. Lei prende uno ed io prenderò
l'altro.

VOITSKI. In conto con [Loro siedono, mentre scrivendo silenziosamente.]

PORTICCIOLO. [Sbadigliando] La sabbia-uomo è venuta.

ASTROFF. Come ancora è. Le loro penne graffiano, il grillo canta;
è così caldo e comodo. Io odio andare. [Il tintinnio di
campane sono sentite.]

ASTROFF. La mia carrozza è venuta. Là ora i resti ma dire
ciao a Lei, i miei amici, ed alla mia tavola qui, e
poi--via! [Lui mette la mappa nella busta.]

PORTICCIOLO. Non affretti via;  sieda un poco più lungo con noi.

ASTROFF. Impossibile.

VOITSKI. [Scrivendo] E porta in avanti dal vecchio debito due
settanta-cinque--

Lavoratore entra.

LAVORATORE. La Sua carrozza sta aspettando, signore.
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